Come riconoscere il venditore che pensa alla provvigione
Non è cattivo: è pagato in un modo che lo mette contro di te. Sei frasi che lo rivelano, e la contro-domanda che chiude il discorso.
In questa guida4 capitoli
Facciamo una cosa scomoda: mettiamoci dalla sua parte per due minuti.
Un commerciale di stampanti è pagato a provvigione, e la provvigione è più alta su certi modelli e su certi contratti. Non sul modello che ti serve: su quello che rende. Non ha bisogno di essere disonesto per venderti la macchina sbagliata — gli basta fare il suo lavoro, con l'incentivo che ha.
Ecco perché il problema non si risolve trovando «una brava persona». Si risolve facendo le domande giuste, che funzionano con chiunque.
Le sei frasi, e cosa c'è sotto
«Quante copie fai al mese?»
È la domanda che serve a lui. Da quel numero esce un modello a listino e un canone. Non contiene niente di quello che conta: cosa stampi, con che copertura, in quali giorni non puoi fermarti, chi usa la macchina, che fine fanno i documenti dopo.
Una domanda sola produce un preventivo. Serve una visita per produrre una scelta.
«Copie illimitate»
Non esistono. Esiste una soglia, ed esiste un prezzo per la copia che la supera: sono entrambi scritti, in genere piccoli.
Chiedi: quante copie sono incluse, in che periodo si contano, e quanto costa esattamente l'eccedenza? Le facce cambiano.
«Questa offerta vale solo oggi»
La fretta è sempre a favore di chi vende. Nessuna decisione da tremila euro su tre anni migliora perché la prendi in venti minuti.
Un fornitore serio ti lascia il tempo di leggere, perché sa che quando leggi capisci il valore. Chi ti mette fretta sa il contrario.
«Interveniamo subito, stia tranquillo»
Tranquillo di cosa? «Subito» non è un tempo. Le uniche parole che contano sono quelle scritte nel contratto: entro quante ore lavorative, e cosa succede se non le rispettate.
Se non c'è conseguenza, non c'è impegno: c'è una speranza.
«Il canone è tutto compreso»
La domanda giusta non è cosa è compreso. È cosa non lo è: pezzi di usura? trasferta? il pannello se cade? il primo intervento del lunedì?
Un contratto onesto ha un elenco di esclusioni scritto e corto. Un contratto furbo non ce l'ha, e le esclusioni saltano fuori dopo.
«Firmiamo, i dettagli li vediamo dopo»
I dettagli sono il contratto. Tutto quello che non è scritto, semplicemente non esiste il giorno in cui serve.
La contro-domanda che chiude il discorso
Una sola, e funziona con tutti:
«Mi mostri il costo totale su tre anni — macchina, consumabili, assistenza, eccedenze — e i tempi di intervento, per iscritto.»
Chi ha guardato il tuo ufficio ci mette dieci minuti a risponderti, e spesso ha già il foglio pronto. Chi ha guardato il suo listino cambia argomento, o ti rimanda a «dipende».
Non serve altro. Non serve essere esperti di stampanti: serve chiedere il conto intero invece della prima rata.
Come si comporta invece chi lavora bene
Lo dico anche perché tu possa giudicare me con lo stesso metro.
- —Fa molte domande prima di parlare di prodotti. Se al primo incontro esce un modello, non era un incontro: era una presentazione.
- —Ti dice anche di no. «Per come lavorate, non vi serve cambiare» è una frase che un venditore a provvigione non può permettersi. Chi vive di clienti che restano, sì.
- —Mette per iscritto quello che promette, compresi i tempi e le esclusioni.
- —Ti lascia qualcosa che vale anche senza di lui: un'analisi, dei numeri, un documento che puoi portare a un altro fornitore.
Quest'ultimo è il segnale più affidabile di tutti. Chi ti dà solo un preventivo ti sta chiedendo di fidarti. Chi ti dà un'analisi ti sta dando gli strumenti per non doverti fidare — e sono due mestieri diversi.
Se ti hanno già fregato
Capita, e più spesso di quanto si racconti. La cosa importante è la prima: non è colpa tua. Ti hanno chiesto di decidere su un numero solo, senza darti gli altri.
Quasi sempre si recupera qualcosa senza ricomprare niente: abbassando il costo dei consumabili, spostando la macchina su un uso più adatto, o affiancandole quella giusta per il lavoro pesante. E se non c'è niente da salvare, è meglio saperlo adesso che dopo altri due anni di fatture.