Mi chiamo Carmine Zincone e, no, non sono un medico.
Dal 2017 svariate centinaia di imprenditori hanno iniziato a chiamarmi «il dottore delle stampanti» (non l'infermiere). Per una ragione precisa: ho un metodo per scegliere la multifunzione giusta che fa risparmiare tempo, soldi e nervi.
Il racconto integrale
Perché esiste il Dottore delle Stampanti
«Perché i venditori di stampanti non utilizzano il metodo con l'analisi approfondita?» È un'ottima domanda. Per utilizzare il metodo con l'analisi approfondita ci vogliono circa 7 giorni. Con l'analisi breve, il venditore può chiudere la stampante direttamente in trattativa. Il suo scopo è vendere subito: prima vende, prima incassa la commissione.
Il mio unico obiettivo è un altro: aiutarti a scegliere la stampante multifunzione giusta per la tua tipologia di lavoro. Prima di proseguire, però, ci tengo a presentarmi.
Mi chiamo Carmine Zincone e, no, non sono un medico. No, nessuno ha mai avuto il coraggio di farsi prescrivere una cura da me, né sono mai stato tanto sadico da proporlo. No, non sono laureato in medicina. E no, non so nulla di retribuzione netta, IRPEF, tasse né di nulla che abbia a che fare con il risparmio dei contributi.
E allora perché dovresti ascoltarmi? Il motivo è semplice. A partire dal 2017, per una ragione che ti svelerò tra poco, svariate centinaia di persone hanno iniziato a identificarmi come il dottore delle stampanti (non l'infermiere).
La mia non è una storia d'amore con le stampanti
È iniziata molto tempo fa, quando ero ancora un bambino. La mia infanzia non è stata per niente semplice: ho avuto uno shock che mi è rimasto nella testa, ovvero quando i miei genitori hanno deciso di separarsi.
«Non ho molti ricordi da bambino: è come se la memoria si fosse resettata, un po' come quando Will Smith sparaflashava gli individui venuti a conoscenza degli alieni.»
L'unico ricordo che ho con mio padre è quando avevo 11 anni e andavamo insieme dai clienti per riparare le stampanti. Sono sincero: non ci trovavo nulla di speciale nel riparare quei rottami di ferro, ma andavo con lui solo perché era l'unico momento, durante la giornata, per stare insieme.
Dopo qualche anno, mio padre è «costretto» ad andar via dall'azienda di mio zio. Lista di clienti e una gran bella pacca sulla spalla. Solo questo: una cinquantina di fogli A4 spillati con le anagrafiche dei suoi clienti.
Così decise di avverare il suo sogno: avere un'azienda tutta sua. Senza esperienza. Senza un mentore che lo guidasse, risultava difficile. Tanti costi iniziali. Finanziamenti per acquistare le Stampanti Multifunzione. L'intera attrezzatura per ripararle. E poi: trovalo un ufficio senza che ti vengano a bussare alla porta per riscuotere il «pizzo». Arredalo. Acquisisci persone valide per il team. Non è stato semplice. Così decisi di dargli una mano.
La fornitura da 40.000€ con il Comune di Giugliano
Poi un giorno, mio padre — molto entusiasta — mi disse che aveva chiuso una fornitura da 40.000€ con il Comune di Giugliano. Era felice. Quei soldi potevano servire per spostarci in un nuovo ufficio più grande. La sua idea era creare uno Showroom di Stampanti Multifunzione da oltre 80 metri quadrati.
Ricordo perfettamente quel giorno. Ero molto orgoglioso di mio padre: dopo 31 anni di sacrificio, meritava il raggiungimento dei propri sogni. Ma avevo una brutta sensazione.
«E se il Comune non ci paga?»
La vita ha pensato bene di mettere mio padre subito alla prova del fuoco. Si è ritrovato così — dall'oggi al domani — senza un euro per pagare i fornitori. Quella sensazione si trasformò in realtà: il Comune si era fornito da noi senza pagarci.
Mio padre era distrutto. I dubbi, la paura, lo tormentavano durante la notte. Quell'avvenimento drammatico lo stava esasperando. Doveva chiamare i fornitori e dire:
«Mi dispiace, non posso pagarvi…»
Andava contro i suoi principi. Lavorare senza errori, pagare le tasse, essere precisi nei pagamenti: erano alcuni dei suoi principi fondamentali. Si sentiva umiliato.
Il giorno in cui pensai di perderlo
Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Mio padre si trovava alla porta d'ingresso del nostro ufficio. Il cielo era cupo. Non si sentiva affatto bene. L'umiliazione e quei maledetti pensieri — che aveva nella testa da qualche giorno — l'avevano logorato dentro.
Sudava freddo. Non riusciva a respirare. Dopo un minuto svenne e cadde a terra. In quel momento mi cadde il mondo addosso. Avevo il terrore di perderlo.
La mia testa non riusciva a ragionare. Gli alzai le gambe. Chiesi con tono spaventoso a Carlo — il nostro tecnico — di correre e prendere un bicchiere d'acqua e di mescolarla con una bustina di zucchero. Lo abbracciai piangendo…
…e gli promisi che da quel momento gli avrei dato una mano a pagare i debiti e che un giorno avremmo superato insieme quella brutta situazione. Con l'acqua alla gola, non potevo permettermi di sbagliare una virgola.
La strada più difficile
La via più semplice e immediata era quella di truffare i clienti, noleggiare la stampante e scappare via con i soldi. Ne avevamo bisogno per pagare i debiti. Ma il sogno di papà era tutt'altro: avere un'azienda sana, lavorare secondo i suoi principi e, perché no, guadagnarci qualcosa.
Ecco perché ho deciso di prendere la strada più difficile. Dovevo puntare sulla qualità, ma soprattutto sull'esperienza del nostro servizio clienti. Dovevo soddisfare tutte le esigenze e rendere felici le persone.
Mi addentrai su Google e cominciai a ricercare informazioni sui bisogni reali degli imprenditori e sulle loro difficoltà con le Stampanti Multifunzione. Per realizzare il sogno di mio padre, dovevo aiutare imprenditori come te a scegliere la stampante giusta per il proprio ufficio, senza inceppamenti improvvisi e continui interventi da parte dei tecnici.
Il punto chiave è l'analisi approfondita. Un po' come il dottore effettua una diagnosi dei sintomi e della causa per capire quale Terapia implementare. Dopo mesi di duro lavoro, analisi e studio, oggi è nato il Metodo CURA.
L'unico metodo per imprenditori stanchi di doversi accontentare di una stampante inadeguata scelta da un venditore succhia-sangue e che desiderano finalmente stampare senza inceppamenti improvvisi e perdite di tempo.
La storia, anno per anno
Una promessa fatta a mio padre
Infanzia
Lo shock della separazione
La mia infanzia non è stata semplice. Quando i miei genitori si separarono fu uno shock che mi è rimasto nella testa. Di quegli anni ho pochissimi ricordi: è come se la memoria si fosse resettata, un po' come quando Will Smith sparaflashava con il neurolizzatore.
11 anni
L'unico ricordo con papà
L'unico ricordo che ho con mio padre è quando andavamo insieme dai clienti per riparare le stampanti. Non ci trovavo nulla di speciale in quei rottami di ferro: andavo con lui solo perché era l'unico momento, durante la giornata, per stare insieme.
Qualche anno dopo
L'azienda di papà
Mio padre viene «costretto» a lasciare l'azienda di mio zio. Gli restano una lista di clienti — una cinquantina di fogli A4 spillati con le anagrafiche — e una pacca sulla spalla. Decide comunque di avverare il suo sogno: un'azienda tutta sua. Senza esperienza, senza un mentore, con tanti costi iniziali. Non è stato semplice. Così decisi di dargli una mano.
Il giorno-svolta
La fornitura da 40.000€ al Comune di Giugliano
Mio padre chiude una fornitura da 40.000€ con il Comune di Giugliano. Era felice: quei soldi servivano per uno Showroom di oltre 80 mq. Ero orgoglioso di lui dopo 31 anni di sacrificio, ma avevo una brutta sensazione: «E se il Comune non ci paga?». Quella sensazione divenne realtà.
Il crollo
Lo svenimento davanti all'ufficio
Mio padre era distrutto. Doveva chiamare i fornitori e dire «mi dispiace, non posso pagarvi»: andava contro tutti i suoi principi. Quel giorno il cielo era cupo. Era alla porta dell'ufficio, sudava freddo, non riusciva a respirare. Svenne e cadde a terra. Avevo il terrore di perderlo. Lo abbracciai piangendo e gli promisi che da quel momento lo avrei aiutato a pagare i debiti e che insieme avremmo superato quella brutta situazione.
La scelta
La strada difficile: la qualità
La via più semplice e immediata era truffare i clienti, noleggiare la stampante e scappare con i soldi. Ma il sogno di papà era un'azienda sana. Scelsi la strada più difficile: puntare su qualità, esperienza vera e servizio clienti. Iniziai a studiare i bisogni e le difficoltà reali degli imprenditori con le multifunzione.
2017
Nasce il Dottore delle Stampanti
A forza di analisi approfondite, svariate centinaia di persone hanno iniziato a chiamarmi «il dottore delle stampanti» (non l'infermiere). Non sono medico, ma uso lo stesso metodo: ascolto i sintomi, faccio una diagnosi, prescrivo la Terapia giusta.
Oggi
Il Metodo CURA
Un protocollo in 5 fasi per imprenditori stanchi di accontentarsi di una stampante scelta da un venditore succhia-sangue. Solo 4 nuovi pazienti al mese, perché ogni Terapia personalizzata richiede 7 giorni di lavoro.
Come lavoro
I 3 principi del Dottore
Diagnosi prima della vendita
Non parto mai da un preventivo. Parto dai tuoi sintomi e da come lavori davvero.
Una terapia su misura
47+ domande, 7 giorni di analisi, una soluzione cucita addosso al tuo ufficio. Niente template.
Il tuo successo è il mio
Se non hai bisogno di una stampante professionale, te lo dico. Il mio mestiere è risolvere, non vendere.
«Voglio aiutare più persone possibili a scegliere la stampante giusta per il proprio ufficio.»
Rispondo io o qualcuno del mio studio. Racconta com'è messo il tuo ufficio e ti dico subito se serve una diagnosi o se te la cavi con due accorgimenti. Gratis, come tutto il resto fino alla Terapia.